1° MAGGIO 2016 - Musiche & Rituali per la Festa del lavoro
Domenica 1 maggio 2016

locandina


BIA' JAZZ FESTIVAL 2016 - X edizione

domenica 7 febbraio h 21,15: docufilm "FELA KUTI, IL POTERE DELLA MUSICA" di Alex Gibney  locandina

sabato 5 marzo h 21,30:  MAX DE ALOE "Bjork On The Moon" q.tet + BLACK MILK quintet

sabato 12 marzo h 21,30: BEBO FERRA "Voltage" trio + GABRIELE BOGGIO FERRARIS q.tet

venerdì 18 marzo h 22,00: AREA "Open Project" trio

Coop Rinascita - Via Novara, 2 Abbiategrasso (MI)

locandina festival


Bià Sup(per) Jazz
Sabato 28 novembre 2015

1° MAGGIO 2015 Musiche e Rituali per la Festa del Lavoro
Venerdì 1 maggio 2015

70 ANNI DI LIBERTA'
Venerdì 24 aprile 2015
locandina

BIA' JAZZ FESTIVAL 2015 - IX edizione

7 - 14 - 20 Marzo 2015

Coop Rinascita Via Novara, 2  Abbiategrasso (MI)

info@arcipelagoarci.it   locandina


Proposta di Cittadinanza Onoraria ai minori figli di cittadini stranieri residenti ad Abbiategrasso

Il 2 luglio 2012 il Consiglio Comunale di Abbiategrasso ha approvato una mozione a sostegno delle proposte di legge sul riconoscimento della cittadinanza ai minori nati in Italia da cittadini di origine straniera, e per la concessione del diritto di voto amministrativo ai cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia da almeno cinque anni.

Tale delibera impegna l’Amministrazione Comunale a tradurre “in atti concreti le sollecitazioni provenienti da molteplici ambiti del mondo associazionistico, religioso e istituzionale per una riforma della Legge sulla cittadinanza….”. Un atto concreto può essere quello di recepire la proposta di concedere la cittadinanza onoraria ai minori figli di stranieri. Nell’impossibilità da parte di un’Amministrazione  Comunale di attuare una riforma del diritto di cittadinanza (che di norma spetta al Parlamento), quella della cittadinanza onoraria sarebbe un atto tutt’altro che simbolico in quanto portatore di un significato politico chiaro sulla volontà e la necessità di superare lo “ius sanguinis” attualmente in vigore (ossia il principio giuridico secondo il quale si è cittadini italiani solo se si è nati da cittadini italiani).

La stessa delibera impegna il Sindaco e la Giunta a promuovere “una diffusa informazione atta a sensibilizzare l’opinione pubblica sui predetti argomenti”: attraverso la concessione della cittadinanza onoraria si  manterrebbe viva l’attenzione sul tema oggetto della campagna per la riforma del diritto di cittadinanza che, dopo la fase di maggior visibilità data dalla raccolta firme, rischia di cadere nell’oblio.

 La sua portata politica va inoltre considerata in relazione al fatto che, se un numero sempre più consistente di Amministrazioni Comunali concede lo status di cittadino onorario ai figli di immigrati, esso può costituire un vero e proprio strumento di pressione affinchè il legislatore si occupi della questione (come sollecitato più volte dal Presidente della Repubblica).

La cittadinanza onoraria NON sostituisce quindi la campagna per l’estensione del diritto di cittadinanza e non ne costituisce affatto un “surrogato a buon mercato”. Esso NON può sostituire nemmeno politiche di inclusione più concrete (diritto al lavoro, alla casa, allo studio ecc..) sulle quali i cittadini immigrati potranno influire solo quando in possesso di diritti civili come quello del voto amministrativo.

Affinchè un atto “formale” come quello auspicato, possa avere una valenza concreta per l’intera cittadinanza (e non solo per quella immigrata), è necessario considerare il potenziale in termini di educazione civica che esso può avere attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche perché predispongano momenti di educazione civica sul significato del diritto di cittadinanza.

A chi pensa che in un momento di crisi economica e sociale le priorità siano altre rispondiamo citando un articolo di Carlo Galli su Repubblica:

“… la lotta per la cittadinanza degli stranieri residenti, può essere un'occasione per riaprire una stagione di partecipazione politica anche per chi la cittadinanza già ce l'ha, ma non ne fa buon uso. Non sono solo gli stranieri, ma è tutto il Paese ad averne bisogno.”


 
Bià Jazz festival